
Pecore al pascolo nel sud della Sardegna
Dove fiorisce il rosmarino c’è una fontana scura
dove cammina il mio destino c’è un filo di paura
qual è la direzione nessuno me lo imparò
qual è il mio vero nome ancora non lo so
Quando la luna perde la lana e il passero la strada
quando ogni angelo è alla catena ed ogni cane abbaia
prendi la tua tristezza in mano e soffiala nel fiume
vesti di foglie il tuo dolore e coprilo di piume
Sopra ogni cisto da qui al mare c’è un po’ dei miei capelli
sopra ogni sughera il disegno di tutti i miei coltelli
l’amore delle case l’amore bianco vestito
io non l’ho mai saputo e non l’ho mai tradito
Mio padre un falco mia madre un pagliaio stanno sulla collina
i loro occhi senza fondo seguono la mia luna
notte notte notte sola sola come il mio fuoco
piega la testa sul mio cuore e spegnilo poco a poco.
(Canto del servo pastore – Fabrizio de André)
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E di animali stupendi ce ne sono, genere umano a parte per il quale l’aggettivo stupendo è poco usato. Quindi, passo a presentarvi….ehm….non ricordo il nome, chiamiamola Iggy per il momento, l’iguana di un’amica. Si può essere più o meno d’accordo nel tenere un’iguana in appartamento, ma non è di questo che voglio parlare. Voglio dire del sorriso di Iggy. Ma guardatela, non esprimere gioia?
Sembra quasi che si sia preparata per la foto, un filo di rossetto per un sorriso garbato, un velo di dolcezza sugli occhi per un sorriso atavico.
In posa, attenta, lo sguardo saggio e intelligente. Se volesse, potrebbe uscire dal terrario e approdare direttamente sul divano. Dai suoi amici, due cagnetti. E lo fa, ogni volta che gli va. Si sgranchisce le zampe. Tenera Iggy, sei quasi commovente. E sei felice.
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Belen, un' agnellina fortunata - Torre delle Stelle
Due anni fa Rosalba e Tiziano trovarono questa piccola agnellina che correva impazzita sulla 554, aveva perso il gregge. Riuscirono a prenderla, la portarono a casa, a Torre delle Stelle, e la chiamarono Belen.
Belen viveva con 4 cagnolini e qualche gatto, i primi tempi bisognava nutrirla con litri di latte arricchito di tuorli e panna per dargli maggior apporto proteico. Quando riuscivano a trovarlo, le davano biberon di latte di pecora e Belen cresceva. Vederla in giro per Torre delle Stelle, a passeggio con i quattro cani, era uno spettacolo. Ogni tanto faceva ridicoli balzi acrobatici nell’ aria. Era tenerissima.
Belen era felice, molto felice. Ma l’erba del giardino cominciava a sparire, comprese le radici. Ogni pianta, ogni foglia era saporita per Belen, sempre una nuova scoperta. Anche i fiori, così colorati, erano di suo gusto. E il giardino era sempre meno verde.
Belen diventò una bella pecora ma aveva bisogno di spazio, di compagnia, di erbetta fresca da brucare. Così lasciò Torre delle Stelle e si stabilì a San Sperate, nel giardino di una cara signora che già aveva un’altra pecorella. Non fu subito facile per lei cambiare ambiente ma poi ci si trovò bene. Ora la sua compagna è morta e lei vive in libertà in un agriturismo, dove viene curata con altre pecorelle e dove non finirà mai sul piatto di qualche pranzo pasquale. Buona Pasqua a tutti, meglio le uova di cioccolato che gli agnellini
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Piume e piante - Giardino Alchimissa
Torre delle Stelle. Silenzio, solo il cinguettio degli uccelli, diversi idiomi, alcuni continui come un pettegolezzo, altri monotoni che se li segui quasi ti ipnotizzano. Svolazzano, si posano sugli alberi, zampettano beccando per terra, lasciano in giro le loro piume. Leggerezza, questo il messaggio.
Tra due rami del vecchio rosmarino si incastra la spirale della chiocciolina, spirale dell’energia e della continuità della vita. Spirale del viaggio interiore. Volge a destra, attirerà energia positiva.
Sono sbocciati anche i fiori della Clivia, arancioni, color dei bei tramonti primaverili, trasmettono gioia. C’è un via vai continuo di api, vespe e altri insetti che ne apprezzano il polline. Rimarranno fiorite a lungo dando un tocco di allegria al patio dove i nostri ospiti fanno colazione.
E su un fiore di mimosa questo zanzarone non so cosa fa. Di cosa si nutrono i maschi delle zanzare? Non sono vampiri, mi pare, controllo….infatti i maschi si nutrono di essenze vegetali perché non hanno bisogno di proteine come le femmine che devono portare a maturazione le uova.
Purtroppo a volte si assiste anche a queste crudeli scene di caccia felina e non puoi far niente. Molto spesso la preda è ormai inesistente, ore di gioco, magari anche giorni, il ciclo della vita e ti arrendi.
]]>è dolce, salata, salmastra… E’ luogo presso cui ci si ferma e su cui ci si viaggia… E’ piacere e paura, nemica ed amica… E’ confine ed infinito… E’ cambiamento e immutabilità, ricordo ed oblio. (Eraclito)
Ecco come bisogna essere! Bisogna essere come l’acqua. Niente ostacoli – essa scorre. Trova una diga, allora si ferma. La diga si spezza, scorre di nuovo. In un recipiente quadrato, è quadrata. In uno tondo, è rotonda. Ecco perché è più indispensabile di ogni altra cosa. Niente esiste al mondo più adattabile dell’acqua. E tuttavia quando cade al suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei. (Lao Tze)
Per quanto riguarda la mia persona ammetto che la contemplazione dell’acqua, in qualsiasi forma e figura, significa di gran lunga la più immediata e la più insistente specie di piacere naturale, anzi, la vera concentrazione, il vero oblio di se stessi, il giusto riscatto della propria esistenza limitata, nella generale, mi è concesso solo contemplando l’acqua. Può trasportarmi, per esempio, quella del mare calmo frangentesi rumoroso, in uno stato di tale profondo delirio organico, di tale assenza di me stesso, che ogni sensazione di tempo mi va perduta e la noia diventa un concetto futile, passando le ore in simile legame e compagnia, come minuti. (Thomas Mann)
Ancora non si è usciti dal villaggio e subito, dopo qualche curva, ecco la spiaggia di Cann’e Sisa, una delle nostre due spiagge qui a Torre delle Stelle. Deserta, la sabbia chiara riflette la luce del sole attraverso i piccoli quarzi appartenuti alla pietra madre. La vedi così solo ora, in questi mesi primaverili.
All’uscita si svolta a sinistra, passano Baccu Mandara, Geremeas, Kal’e Moru e, davanti agli occhi, un mare dal colore indefinito, quei colori che qualsiasi tonalità abbiano, colpiscono a fondo. E’ un’emozione più che un colore, un’ attrazione atavica verso qualcosa di così perfetto, quasi ci appartenesse.
Impossibile non fermarsi a guardarlo, viene voglia di tuffarsi, di toccarne le acque, di guardare giù, sul fondale, dove vivono e si muovono pesci, pesciolini e plancton trasportato passivamente dalla corrente. Vita, ovunque vita.
E’ vero, sono solo pochi chilometri, la strada è ancora lunga per arrivare a Cagliari ma anche le emozioni non sono finite. Continua…
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Prodotti del campo - Murale a San Sperate - Sardegna
Girare la Sardegna senza meta, ma con il pieno di carburante, può riservare grandi sorprese. Ti capita di imbatterti in paesini ancora rurali ma in evoluzione e rimani stupito quando ne conosci la storia. San Sperate è uno di questi. Negli anni della contestazione giovanile sessantottina, il muralista Pinuccio Sciola concepì la trasformazione del suo paese natio, San Sperate, in un paese-museo. Un’iniziativa alla quale aderirono artisti italiani e stranieri che resero famoso il piccolo centro con i loro murales.
Ma San Sperate non è solo punto di incontro e di sperimentazione artistica internazionale, molti sono gli artisti locali che danno vita a sculture, ornamenti, opere fantasiose con materiale di scarto o riciclato modellandolo, ricoprendolo, lavorandolo secondo l’estro personale. Il giardino del Sig. Paolo è un pullulare di idee estrose, polistirolo che diventa panca, pietre fossili come acchiappa spiriti, vecchie tegole dipinte che generano totem, campane, campanacci, l’arte di stupire.
Fiorenzo Pilia, il suo Giardino Fantastico, le sue installazioni artistiche disseminate nel frutteto di casa. Imperdibile, un percorso nella fantasia e nella filosofia di vita dell’artista, lo stupore è garantito. Si possono esplorare alcune installazioni anche all’interno, come Il Mistero della Donna. Una sorpresa quindi niente foto o descrizioni.
San Sperate è conosciuta anche per i suoi frutteti e agrumeti. Le pesche sono rinomate e a loro è dedicata una festa che si svolge tutti gli anni nel mese di luglio. A me piacciono le fragole, rosso vivo dal gusto che ricorda l’infanzia, quasi dimenticato, il profumo dei mandarini e delle clementine appena colti. Spremute d’arancio bevute con un goccio di campari e gin per un aperitivo di fronte al mare, magari con due pescetti fritti
Ciaooo.
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Fiori di succulente
Quando si gira per il giardino è bello avere il passo lento, lasciar vagare lo sguardo, fermarsi ad osservare forme e colori, sfiorarli con l’anima. E salgono emozioni, ricordi scaturiti dai profumi. La passione del rosso, la spiritualità del violetto. Emozioni selvagge, dolci emozioni.
Ti guardano i fiori, quasi curiosi come questi fiorellini viola dagli occhi gialli. Tu vedi loro e loro ti sentono. Avviene uno scambio, sarà equo? Mah, difficile dirlo, senz’altro di grande beneficio per l’uomo.
Ecco il rosmarino con i suoi fiori azzurro-violetto. Un arbusto importante, dalle mille proprietà, visitato dalle api per il loro miele ma anche da malefici ragnetti e cocciniglie. In primavera da spettacolo e continua a fiorire fino all’inverno con una pausa estiva quando il caldo lo indebolisce molto.
Asfodelo, in Sardegna lo vedi ovunque a primavera. Il bestiame dei pascoli lo risparmia e lui colonizza intere praterie. Da vedere quelle della Giara di Gesturi, favolose. Provate il miele di asfodelo se venite sull’Isola, è delicato, da gustare da solo per goderne le sfumature.
Attraverso il giardino, una mezz’oretta forse più. Il tempo si ferma e l’anima si espande.
]]>Giornate invernali, giornate primaverili, sempre in contatto intenso con la natura, sempre in contatto intenso con se stessi. Una sorta di stato meditativo protratto. Senti vibrare, ti senti vibrare. Tutto è armonia. Tutto è vita.
Acetoselle gialle vibrano al soffio del vento, folate di Maestrale invadono il tuo spazio. L’aria è così limpida che ti sembra di avere qualche diotria in più. Il mondo visto da una prospettiva diversa.
Lampioni accesi di giorno e spesso spenti di sera. Luce, vibrazioni, particelle. Realtà.
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